{"id":250,"date":"2014-02-08T16:49:11","date_gmt":"2014-02-08T18:49:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/?p=250"},"modified":"2014-02-09T17:50:27","modified_gmt":"2014-02-09T19:50:27","slug":"italian-sounding-made-in-italy-e-ogm-chi-imita-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/2014\/02\/italian-sounding-made-in-italy-e-ogm-chi-imita-chi\/","title":{"rendered":"Italian Sounding, Made in Italy e OGM: chi imita chi?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono notizie che il caso o l&#8217;ironia decide di diffondere quasi in contemporanea o sulla stessa pagina e la loro presenza non si annulla a vicenda ma fa doppiamente male.<\/p>\n<div id=\"attachment_251\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Made-In-Italy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-251\" class=\"size-medium wp-image-251  \" title=\"Made In Italy\" alt=\"Made In Italy\" src=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Made-In-Italy-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Made-In-Italy-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Made-In-Italy.jpg 366w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-251\" class=\"wp-caption-text\">Made In Italy<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima notizia.<br \/>\n<\/strong> L&#8217;ennesimo bilancio sui falsi &#8220;made in Italy&#8221; che oltre ad essere un enorme danno economico (oltre 60 miliardi di euro di fatturato) e di immagine \u00e8 una vera e propria e minaccia alla cultura enogastronomica italiana del &#8220;buono, pulito e giusto&#8221; per dirla alla SlowFood.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Coldiretti denuncia le ultime incredibili novit\u00e0 in fatto di Italian Sounding, contraffazione e falsificazione: l&#8217;onnipresente &#8220;parmesan&#8221; prodotto nei pi\u00f9 disparati angoli della terra (USA, Canada, Australia, Giappone) e la sua progenie &#8220;parmesao&#8221; (Brasile), &#8220;regianito&#8221; (Argentina), &#8220;pamesello&#8221; (Belgio), il pomodoro di San Marzano made in USA o l&#8217;Aceto Balsamico di Modena cinese, il pandoro argentino, il salame veneto direttamente dalla cina, l&#8217;Asiago ancora made in USA o il prosciutto cotto nostrano fatto in Germania ed infiniti altri.<a href=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/parmesao1-300x257.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-252\" alt=\"parmesao1-300x257\" src=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/parmesao1-300x257.jpg\" width=\"300\" height=\"257\" \/><\/a><br \/>\nPer ogni prodotto enogastronomico tradizionale, protetto o garantito vi sono centinaia di tentativi di imitazione provenienti da pi\u00f9 nazioni e pi\u00f9 aziende per ogni nazione.<br \/>\nCosa succede adesso? Che potrebbero diventare ancora di pi\u00f9 e diffondersi anche pi\u00f9 capillarmente con i nuovi kit per fare il Parmigiano Reggiano in casa (in Gran Bretagna, negli Usa o in Australia) o per produrre il Valpolicella ed altri vini a partire da polverine e mosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e8 il <a title=\"Cibo italiano\" href=\"http:\/\/www.buoneforchette.com\/?sz=cac&amp;cat_id=5\" target=\"_blank\">cibo italiano<\/a> \u00e8 cos\u00ec imitato?<br \/>\nPer chi non avesse mai sentito parlarne, l&#8217;Italian Sounding \u00e8 un fenomeno che permette ad aziende estere di commercializzare prodotti la cui immagine rimanda al Made in Italy ed alla conseguente idea di qualit\u00e0, bont\u00e0, genuinit\u00e0 e raffinatezza di cui il prodotto italiano \u00e8 da tempo emblema.<br \/>\nIl tutto senza doversi curare della qualit\u00e0 delle materie prime utilizzate, della tradizione nel processo di produzione, del rispetto dei disciplinari e delle regole del sistema produttivo italiano che tutela il consumatore come pochi, dell&#8217;identit\u00e0 del territorio e del suo rapporto con la materia prima e col prodotto finale, degli standard elevati, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_mon_810.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-253\" alt=\"ogm_mon_810\" src=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_mon_810-300x155.jpg\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_mon_810-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_mon_810.jpg 564w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>La seconda notizia.<\/strong> Oltre 600 imprenditori agricoli del mantovano (associati alla Confagricoltura) hanno firmato una &#8220;petizione pro mais transgenico Mon 810&#8221; al fine di poter coltivare il mais transgenico della Monsanto<br \/>\nin cui \u00e8 stato inserito un gene (Bacillus thuringiensis) che produce una sostanza velenosa per alcuni insetti, proteggendo la pianta da flagelli e permettendo un aumento della produzione di almeno il 10% ed un costo per ettaro pari a &#8220;soli&#8221; 110 euro.<\/p>\n<div id=\"attachment_255\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-255\" class=\"size-medium wp-image-255  \" title=\"In continua crescita\" alt=\"In continua crescita\" src=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/coq-geant.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-255\" class=\"wp-caption-text\">In continua crescita<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I loro argomenti per sdoganare gli OGM continuano: i nostri nonni producevano 60 quintali di mais per ettaro, oggi con i nuovi ibridi si \u00e8 riusciti ad arrivare a 120 quintali e con l&#8217;OGM si pu\u00f2 arrivare oltre i 150. Inoltre non \u00e8 vero che le colture OGM inquinano o bloccano il biologico: negli Stati Uniti, dove si coltivano mais, soia e cotone al 100% OGM, il biologico \u00e8 in continua crescita, come in Brasile o in Argentina. Non dimentichiamo che il &#8220;grano duro&#8221; \u00e8 stato &#8220;inventato&#8221; grazie al bombardamento nucleare &#8211; dicono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ogm sono gi\u00e0 nel Bel Paese perch\u00e8 &#8220;il 90% della soia mangiata dai nostri animali \u00e8 geneticamente modificata, come il 40% del mais&#8221;: parole importanti che riguardano la campagna mantovana ovvero la pi\u00f9 grande &#8220;fabbrica&#8221; italiana di formaggi e carne: 500.000 vacche da latte, 1.3 milioni di maiali, 150.000 bovini da carne. Viene da qui la materia prima per la lavorazione del Parmigiano Reggiano, del Grana Padano, del Prosciutto di Parma, del San Daniele e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-254 alignleft\" alt=\"ogm_2\" src=\"http:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.danieledavi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ogm_2.jpg 425w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>Facciamoci del male.<\/strong><br \/>\nSe l\u2019eccellenza alimentare italiana nel mondo \u00e8 dovuta alla differenza delle nostre materie prime, ai secoli di tradizione, a un territorio unico al mondo in cosa si differenzier\u00e0 il prodotto Made in Italy se i primi a chiedere l&#8217;uso di materie prime estere (tipo <a title=\"Zeb\u00f9 brasiliano - Bresaola italiana\" href=\"http:\/\/www.buoneforchette.com\/?sz=va&amp;id=54\" target=\"_blank\">bresaola fatta con zeb\u00f9 brasiliano<\/a>) o uguali (tutte geneticamente uguali) a quelle estere, sono i produttori italiani? A che titolo potremo ancora farlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicono bene infatti Ettore Prandini, presidente regionale della Coldiretti e Mauro Fiamozzi, direttore della sede provinciale: &#8220;In questo modo (se si coltivassero ogm &#8211; ndr) si uccide la nostra agricoltura. Lavorare in modo tradizionale \u00e8 difficile ma senza questo impegno non ci pu\u00f2 essere Made in Italy. Con gli ogm le nostre coltivazioni sarebbero omologate a quelle di tutto il mondo e senza biodiversit\u00e0 non avremmo nessun valore aggiunto. Con una battaglia limitata ai prezzi noi italiani\u00a0 &#8211;\u00a0 fra costi di manodopera ed energia e costi della burocrazia\u00a0 &#8211;\u00a0 saremmo certamente perdenti. L&#8217;agroalimentare, la cucina, i monumenti e la nostra storia sono i soli beni che non possono essere delocalizzati. Sono la nostra vera ricchezza. Buttarli al vento sarebbe assurdo. Soprattutto nel momento in cui, con l&#8217;<a title=\"Expo 2015\" href=\"http:\/\/www.buoneforchette.com\/?sz=va&amp;id=70\" target=\"_blank\">Expo 2015<\/a>, il cibo italiano sar\u00e0 in una vetrina visibile in tutto il mondo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I firmatari della petizione per\u00f2 non si arrendono: &#8220;l&#8217;innovazione in 50 anni diventer\u00e0 tradizione&#8221;. Speriamo non si dicano sul serio o grazie all&#8217;innovativo kit per fare vino e formaggi in casa avranno ben presto poco da coltivare e produrre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono notizie che il caso o l&#8217;ironia decide di diffondere quasi in contemporanea o sulla stessa pagina e la loro presenza non si annulla a vicenda ma fa doppiamente male. La prima notizia. 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